Dove le cose si legano
Venerdì 15 maggio 2026 - ore 19-21
Evento gratuito
Pratiche dell'incontro con Giulia Currà, Francesca De Chiara, Aurora Piedigrossi e Simona Squadrito
Il museo MACTE ospita una serata di letture, ascolto e costruzioni collettive in uno spazio informale aperto a chiunque desideri stare e fare insieme, curato da Giulia Currà, Francesca De Chiara, Aurora Piedigrossi e Simona Squadrito.
Due volumi aprono la giornata, non come oggetti da presentare, ma come dispositivi per nuove connessioni e percorsi di ricerca: Inchiostro e dinamite.
Antigruppo siciliano (2025) di Simona Squadrito e xxx (2026) di hello.dear presentato da Aurora Piedigrossi e Francesca De Chiara, entrambi pensati come apertura di una ricerca a continue incursioni.
Al centro della serata, si incontrano ricerche e pratiche distinte e complementari che non rappresentano territori ma li generano, tracciando relazioni, prossimità, attraversamenti: la ricerca sull'Antigruppo siciliano (Simona Squadrito), la Strip Practice (Giulia Currà) e le cartografie affettive ispirate alla Carte du Tendre (hello.dear).
Tutte rifiutano l'idea di prodotto a favore del processo, dell'esperienza che nel fare si produce e si trasforma. Recuperare una storia meridionale e decentrata come quella dell'Antigruppo siciliano, a lungo ignorata dai circuiti del potere culturale italiano, significa riconoscere che la marginalità non è un difetto da correggere ma una posizione da cui si vede diversamente, si pensa diversamente, si produce diversamente.
Costruire una mappa affettiva collettiva significa riconoscere che il territorio non è mai neutro, è sempre attraversato da corpi, da affetti, da storie e si modifica tramite le interconnessioni.
Entrambi i gesti dicono la stessa cosa: è sempre più necessario istituire relazioni, praticare il decentramento come metodo, immaginare nuove forme di comunità che sappiano parlare al futuro con audace sincerità.
Durante l’incontro si svolgerà la lettura di un diario collettivo realizzato dalle ricercatrici, una partitura corale che attraversa ricerche, memorie e affezioni. Mentre la lettura avanza cresce una mappa.
Il pubblico è invitato a portare con sé letture preferite, lettere personali, fotografie, cartine, guide di viaggi, cartoline, qualsiasi materiale si voglia portare per contribuire liberamente all’incontro aggiungendo la propria voce.
Tutto può diventare parte della mappa, tutto contribuisce a tenerla viva. Senza limiti di età né vincoli di sapere o pregiudizi, l’incontro è aperto a chiunque desideri contribuire, intrecciando la propria storia e ricerca con la nostra.
Ciò che unisce è una tensione comune verso il fare insieme, un agire che rifiuta l'isolamento, riconosce nella pluralità dei corpi e delle voci una risorsa generativa, e sceglie il margine non come limite ma come luogo da cui è ancora possibile, forse, reincantare il mondo. Per conoscere in modo diverso bisogna agire in modo diverso, scrive Diana Taylor.
È da questa convinzione che nasce la forma di questa serata.




